Storia di una primavera annunciata.

Sia chiaro, non mi aspettavo di certo capissero il perché di quelle lunghe passeggiate. Forse neanche mi importava.
Mi bastava mi dessero il consenso per poter uscire.
Non ricordo molto degli anni prima.
Di quello che più mi piaceva. Di ciò che stringevo con forza e custodivo con cura. Ma ero convinta che qualcosa avrebbe dovuto rimanermi in mente.
Qualunque cosa.
Avevo 14 anni circa. I capelli lunghi arruffati, la pelle bianco latte, ostentavo la magrezza di una femminilità ancora non fiorita.
Non scoppiavo di felicità quando mi proponevano di andare, però ricordo che lungo il tragitto mi piaceva perdermi in quelle campagne polverose. Provavo stupore di così tanta bellezza e tra me e me pensavo “come si fa a non volerla trattenere?”. Pensai, forse, che quei frammenti di vita si vedono meglio solo se li lasciavo scivolare sulla pelle.
Avevo l’erba sugli occhi ed il vento non smetteva di…

View original post 292 more words

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s