“Radici”

Lei diceva che quella casa non era fatta per me, ed era pronta ad elencarmi tutte le possibili motivazioni. Diceva che per sceglierla occorreva munirsi di pazienza, portarsi dietro un piccolo portafortuna o un qualunque altro oggetto da legare a quella buffa parola.
Che poi, a dirla tutta, non ho mai creduto la fortuna potesse essere associata ad un oggetto, un luogo, o magari perfino un numero.
Era lei che credeva a queste cose, io no.
Fatto sta che non riusciva per niente a scrollarsi di dosso quell’idea. E manifestava sempre più il suo dissenso nel non scegliere quella casa. Sosteneva che una casa avesse bisogno di tanta luce e che questa non ne avesse abbastanza.
“Ti conosco. Questa casa non fa per te”.
Io l’ascoltavo. Come si ascolta il parere di qualcuno di cui non puoi fare a meno. Eppure, contrariamente a quello che avevo sempre creduto, in quella…

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