Semplicemente “Beaufort”

The Wine Training

Polisy, giornata caldissima dopo un giugno fresco e piovoso in cui periodi di pioggia si sonoalternati a giorni di caldo intenso. L’ingresso della Màson di Beaufort è celata da un anonimo muro bianco di media altezza che per mezzo di un entrata riversa in un piazzale sterrato dove sono parcheggiati alcuni mezzi agricoli. L’insieme è a dir poco spartano; nessun viale alberato,insegna o cancelloHolliwoodiano, non c’è nessuna necessità di ostentazione per un prodotto che si è fatto conoscere per l’estrema qualità dei suoi Champagne e che dopo decenni di produzioni decisamente eccellenti continua a raccontarsi e viversi con la semplice genuinità del piccolo produttore. L’accoglienza è calorosa e nel varcare la soglia della sala di degustazione il sollievo dato dalla grande stanza ombrosa è immediato. All’interno il clima informale si percepisce anche osservando il cane che noncurantedegli umani avvicendamenti,continua indisturbato la sua pennichella pomeridiana.

Le calende dicono che…

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