Racconti e crocchette…

“Bedduzza mia, vieni e dammi una mano che t’insegno”. Diceva così nonna, mentre io me ne stavo seduta poco distante da lei a scrivere sui fogli bianchi.
“Amunì! Lasciali perdere quei fogli. Le femmine le cose di casa devono sapere fare”.
Allora, posavo la penna, mi lavavo le mani e mi avvicinavo al tavolo.
Ero una picciridda, e quel momento mi piaceva perché poco poco mi faceva sentire grande.
C’era silenzio. Si svolgeva tutto nella penombra della cucina, poco prima di cena. Si intravedeva dalla finestra pure il leggero riflesso del sole che stanco iniziava ad affievolirsi.
La guardavo…
Certe volte, la sentivo mormorare. Ma non osavo mai chiedere. Ricordo una volta, mi misi al suo fianco per sentire quelli che a me parevano lamenti.
E forse, lo erano…
“Chi fai lì impalata”
“Comincia a sbucciare le patate, e stai attenta a non bruciarti”
Facevo un piccolo cenno, segno che…

View original post 173 more words

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s